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Scritto da Vartolo Silvia   

CAMBOGIA 2009

Sabato 22 agosto, si parte alla volta della Cambogia...

Prima tappa del viaggio è Phnom Penh che significa “Collina di Penh”, la devota dama che nel 1375 fece costruire una pagoda in cui vennero accolte le sacre immagini del Buddha trasportate fin qui, su un tronco d'albero, dalle acque del fiume Mekong.

Il maestoso e immenso Mekong che scende dagli altopiani tibetani, si divide in quattro grosse braccia che si incrociano davanti al Palazzo Reale di Phnom Penh. I Cambogiani chiamano questo luogo “Chatamouk”, i quatto volti di Buddha, che dominano sul corso delle acque dall'alto della guglia della sala del trono.



Qui a Phnom Penh visitiamo la sede del Ciai 

e il nuovo Centro di Nutrizione  ....oggi “Borey National Babies and Children”....


dico ”nuovo”, perchè quello esistente in precedenza è stato distrutto per dar spazio ad un “meraviglioso” centro commerciale!!!..
Beh, meno male che ci sono ancora persone determinate a battersi contro gli interessi di chi, a capo di società multinazionali, offende la dignità dei bambini, solamente per soddisfare un effimero senso di potere!
Il Centro di nutrizione di Phnom Penh ospita attualmente oltre 130 bambini; alcuni presentano handicap fisici e/o psichici, altri sono malati di Aids e altri in ripresa da un grave stato di denutrizione. Il CDN (così veniva un tempo abbreviato) è diventato un importante punto di riferimento a Phnom Penh, perchè ad esso si rivolgono non soltanto madri e famiglie in difficoltà, ma anche le autorità locali e gli altri ospedali che non sono in grado di gestire situazioni così specifiche e spesso tanto drammatiche. Quei bambini, che fino a poco tempo fa venivano abbandonati per strada dalle loro famiglie, oggi possono contare su cure appropriate di persone che offrono con tanta generosità, non solo il loro lavoro, ma soprattutto il loro affetto...ciò che più manca a quei bambini...Nei giorni successivi viviamo le emozioni dei primi incontri con i bambini sostenuti. I villaggi alla periferia di Phnom Penh sono formati da agglomerati di piccole case di legno e paglia costruite su palafitte per affrontare le esondazioni del Mekong nei periodi di piena.. Chi sta meglio può permettersi un tetto in lamiera...d'eternit.. ...Ora capisco dove è stato smaltito...

Gli incontri con i bambini lasciano sempre dentro qualcosa di indescrivibile..Le emozioni che si vivono nell'incrociare quegli sguardi non sono facili da trasmettere e da stendere su carta...Dalle foto, forse, si può percepire solo la tristezza di una realtà tanto diversa dalla nostra e la loro consapevolezza di essere figli di una terra che così poco ha rispettato la loro voglia di crescere e di amare.. Ma quello che prevale in me è un grande senso di disagio e di impotenza..L'incapacità di immedesimarmi in fretta nelle loro condizioni di vita e di trovare il coraggio di pensarmi come loro... E' proprio vero:“Bisogna diventare più umili per capire che quando due culture così si trovano faccia a faccia, entrambe hanno qualche cosa da insegnare e qualche cosa da imparare”... Io sicuramente ho solo tanto da imparare...e l'unica cosa che so con certezza è che al di qua del mare, al di qua di questo fiume Mekong, c'è gente con la pelle diversa, con abitudini strane, con una religione difficile..ma con lo stesso nostro diritto alla vita..


STS – Street to school

Mercoledì 26 agosto facciamo visita al progetto STS del CIAI ..E' un'altra grande conquista per i diritti dei bambini che mi commuove subito, ma mi porta, allo stesso tempo, a guardare con fiducia al loro futuro. “Street to school”: dalla strada alla scuola...E' qualcosa che non ha bisogno di tante spiegazioni..Qui le foto rendono bene l'immagine di quel che è stato fatto e continua con successo, per questi bambini di strada..


Venerdì 28 agosto partiamo alla volta di Siem Reap, la cittadina che deve la sua fama alla vicinanza dell'immensa area archeologica di Angkor. Il nome Siem Reap, prende origine dal re Reachea I che nel 1570, guardando verso i campi disseminati di cadaveri di soldati dell'esercito siamese sconfitto dalle truppe cambogiane, disse “Syam riep”, “Siamesi sconfitti” (Siem= siamesi, cioè tailandesi, e Reap= sconfitti).

Era solo un povero borgo di contadini quando nel 1860 l'entomologo francese Henri Mouhot fece conoscere a tutta l'Europa la meraviglia dei templi khmer celati nella folta selva tropicale. Oggi l'Unesco ha posto questo luogo sotto la sua tutela e lo ha dichiarato “Patrimonio dell'Umanità”. I giornali, le riviste, i documentari hanno fatto conoscere questo tesoro a tutto il Pianeta, ma non c'è fotografia, per quanto spettacolare ed accurata, che possa donare idea della meraviglia e dello stupore che si provano quando queste maestose e antiche pietre si presentano ai nostri occhi...


SCHOOL OF ARTS 

Superata la meraviglia per i templi di Angkor, a Siem Reap resto ancor più emozionata nel visitare la “Scuola d'arte”, che inaspettatamente mi rivela un altro patrimonio posto sotto la tutela dell'Unesco: una maestra di antiche danze cambogiane...L'unica rimasta, dopo il regime di Pol Pot, in grado di tramandare questo tradizionale ballo dalle origini antichissime e dai movimenti tanto complessi quanto affascinanti..
Sotto il regime di Pol Pot, infatti, venne uccisa la maggior parte degli artisti e degli intellettuali. I sopravvissuti sono quelli che hanno finto di essere pazzi o lo sono diventati....Era la sola maniera per sopravvivere.. Artisti della vecchia generazione sono rimasti in pochi..”E' come una fiamma che cerchiamo di tener in vita” dicono i cambogiani...Prima dei Khmer Rossi, in Cambogia c'erano 3500 artisti..Oggi ne sono rimasti appena un centinaio.

Con il sostegno a distanza si supportano anche i bambini provenienti dalle campagne e gli si trasmette l'antica arte della musica, delle danze e dei canti che la Cambogia ha rischiato e rischia in parte, ancora oggi, di perdere.


Le foto...

Cambogia 1^

Cambogia 2^

Cambogia 3^

Cambogia 4^

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Gennaio 2011 20:41